Nel 2011 io e il collega Nicola Mirenzi abbiamo percorso le strade di Istanbul seguendo le orme di Corrado Alvaro, il grande scrittore calabrese, che nei primi anni '30 fu inviato da La Stampa a raccontare la Turchia. Nella parte dedicata a Istanbul del reportage, racconto nel volume Viaggio in Turchia, Corrado riportò di una città per nulla esotica e stereotipata come quella cantata ad esempio da Edmondo De Amicis in Costantinopoli.  

Quella restituita da Alvaro in Viaggio in Turchia è una città che vive di strada e nella strada, in cui militari, borghesi e popoli si mescolano, diluendo i confini di classe. Una città fatta di odori forti, profumi di ciambelle e carni di montone. E poi c`è il mare: Alvaro durante il viaggio che da Brindisi lo conduce in Turchia riflette sul Mediterraneo, luogo di guerre e genocidi, grande crogiolo di differenze. Il testo di Alvaro è molto contemporaneo, una cronaca dall'alto valore storico. Facendo una ricerca sul testo, e fotografando la Istanbul odierna, abbiamo cercato di ridare merito e dignità a un lavoro straordinario

Nell'ottobre del 2011 il nostro lavoro è stato esposto all'Istituto italiano di cultura a Istanbul, grazie al sostegno economico dell'Associazione Italia-Turchia, fondata da Enzo Pietrini.