Un, due, tre: Kosovo!

Elezioni storiche, quelle di domenica in Kosovo. Per la prima volta la maggioranza relativa - 25% e qualche manciata di voti - è andata ad Autodeterminazione (Vetevendosje), partito nazionalista con ricette socialdemocratiche in economia. Albin Kurti, il suo capo, avrà l’incarico di formare il governo. Possibile - ma difficile - alleanza con la Lega democratica (Ldk), seconda per un pugno di preferenze.

In campagna, entrambe le forze avevano espresso la volontà di demolire lo “stato nello stato” creato dal Partito democratico (Pdk) del presidente Hashim Thaci, sempre al governo negli ultimi dodici anni, e sempre accusato di corruzione. Nell’ultima legislatura il Pdk aveva guidato il Paese con l’Alleanza del Kosovo (Aak) di Ramush Haradinaj. Sia Thaci che Haradinaj sono ex esponenti di spicco dell’Uck, la guerriglia che sfidò la Serbia negli anni Novanta. E sono loro, i vecchi signori della guerra, ad aver dominato politicamente il Kosovo dal conflitto in avanti. Questo voto, in teoria, li manda a casa.

Ho seguito le elezioni per la Radio svizzera italiana, producendo un servizio prima del voto e poi un secondo pezzo a urne chiuse, aggiungendo infine un ritratto di Albin Kurti. Cinque minuti totali per tre lavori. La radio richiede grande sintesi, e a volte si tratta di sacrificare davvero tanta materia prima, di limare, riformulare. Ma questo processo - credo - aiuta tantissimo per tutte le altre forme dello scrivere giornalistico.