Nati dopo l'89 (1)

Sono passati trent'anni dal 1989. Muro caduto, Germania riunificata, Europa più larga, libertà di circolazione e moneta unica. Ci sono tanti modi per raccontare i cambiamenti epocali maturati in questo periodo. Io e Ignacio Maria Coccia, sostenuti dal Goethe-Institut Rom, lo abbiamo fatto ascoltando e fotografando i giovani tedeschi e italiani nati dopo quell'anno spartiacque. Che idea ne hanno? Come pensano che influisca sulle loro vite? Abbiamo viaggiato a Dresda, Bonn, Trieste e Bari, producendo un reportage in quattro puntate per il sito del Goethe-Institut. La prima è quella da Dresda.


Dresda, il fiume Elba e il centro storico | Ignacio Maria Coccia, Goethe-Institut.

Dresda, il fiume Elba e il centro storico | Ignacio Maria Coccia, Goethe-Institut.

Un vecchio magazzino con le pareti di mattoni, graffiati dal tempo. È situato a nordest del centro di Dresda, nella prima periferia, e oggi è un centro sociale. Objekt Klein A, si chiama così. In uno spazio interno, la JuWie Dance Company, gruppo di danza teatrale, sta lavorando alla scenografia della prossima rappresentazione. Riguarderà i vizi: droga, social media, alcol, tv. E al centro della stanza c’è proprio un grosso televisore di cartapesta. I protagonisti dello spettacolo si rivolgeranno al pubblico da lì dentro. Si esprimeranno con il corpo, danzando. Niente parole. «Vogliamo comunicare che se i vizi diventano oltremodo negativi, è bene che ci si fermi a riflettere», spiega Wiebke Bickhardt, cofondatrice della compagnia. Classe 1991, è la prima dei giovani nati dopo il 1989 che incontriamo in questo nostro racconto della generazione post-Muro. E Dresda, questa città dell’ex Repubblica democratica tedesca (Ddr), dinamica ma per certi versi ancora chiusa in sé stessa, ancora un po’ provinciale, è il posto in cui cominciamo a costruirlo.

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