Trump a Varsavia

Oggi Donald Trump è a Varsavia. La sua visita è breve, ma speciale. Il presidente americano segnala il gradimento nei confronti della linea tenuta dal partito populista al potere a Varsavia, Diritto e Giustizia (PiS). Una linea sovranista e di serrato confronto con l’Unione europea, di cui il PiS contesta élitismo e perbenismo. Tutto questo giunge a poche ore dal G20 di Amburgo. È come se il presidente americano volesse dire: non mi piegherò all’establishment finanziario internazionale.

Linea dura sull’immigrazione, critica della globalizzazione e delle élite liberali sono tre elementi che instaurano una particolare affinità elettiva tra l’amministrazione americana e i populisti polacchi, guidati da Jaroslaw Kaczynski. Non ha cariche pubbliche, ma nessuno dubita che sia lui a pensare e coordinare l’azione del governo, guidato formalmente da Beata Szydlo e protagonista, negli ultimi giorni, di un nuovo scontro con la Commissione europea, che ha aperto una procedura d'infrazione per via del rifiuto polacco di accollarsi la propria quota stabilita dal piano europeo di ridistribuzione dei rifugiati, teoricamente vincolante. Il precedente esecutivo, di orientamento liberale, lo aveva votato poco prima delle elezioni generali dell’ottobre 2015.

Di questa Polonia Donald Trump apprezza sicuramente anche l’approccio a livello di ambiente. Varsavia ha sempre nutrito dubbi verso gli Accordi di Parigi e non intende depotenziare il comparto del carbone, da cui dipende il 90% dell’energia elettrica prodotta nel Paese.

Un’altra ragione che dà senso al viaggio di Trump è l’ostilità polacca alla Russia di Putin, di cui Varsavia denuncia il revanscismo e da cui intende proteggersi con il pilastro atlantico, rinforzato da accordi militari bilaterali contratti con gli Stati Uniti ai tempi dell’amministrazione Obama. Per Trump, a cui viene concesso l’onore di parlare a Piazza Krasinski, dove sorge il memoriale all’insurrezione di Varsavia del 1944, il viaggio in Polonia può così diventare anche un modo per alleggerire la pressione del Russiagate e dimostrare di non essere il grande alleato di Putin, con cui tra l’altro avrà un bilaterale a margine del G20.

Se la Polonia offre a Trump dei vantaggi, il governo polacco vede nella visita dell’inquilino della Casa Bianca il bollino alla linea alternativa, un po' da “cane sciolto”, sin qui adottata. Si tratta però anche di ricevere l’approvazione per il disegno strategico che Varsavia porta avanti a livello di equilibri sul continente: creare un asse centro-europeo capace di tenere testa a quello franto-tedesco. Trump giunge nella capitale polacca mentre si tiene l’Iniziativa dei tre mari, progetto croato-polacco lanciato nel 2016. Punta a rafforzare le relazioni commerciali, energetiche e politiche tra i Paesi situati tra Baltico, Adriatico e Nero. Il vertice si sarebbe dovuto tenere a Wroclaw, città dell’ovest polacco. Ma è stato spostato a Varsavia per permettere a Trump di tenere un discorso davanti ai soci di questo cartello, che però, ammonisce qualche osservatore, rischia di essere un fiasco e di isolare ulteriormente la Polonia in Europa.

A ogni modo, tra i grandi temi dell’Iniziativa dei tre mari, che sembra un po’ una rielaborazione in chiave contemporanea dei progetti architettati di Jozef Pilsduski (l’uomo forte della Polonia tra le due guerre) per non farsi strattonare da Germania e Urss, c’è anche quella di creare un corridoio baltico-adriatico per ricevere e distribuire gas naturale liquefatto (LNG), e contribuire a ridurre la dipendenza europea dal gas russo. I due terminali saranno quello croato dell’isola di Veglia (Krk), in costruzione, e quello polacco di Swinoujscie, già attivo. Di recente ha ricevuto il primo carico di LNG proveniente dagli Stati Uniti. E a quanto pare Trump, a Varsavia, ha intenzione tra le altre cose di mettere a punto i dettagli per dare continuità all’export di LNG, destinato a crescere negli anni a venire, verso la Polonia.