Mock, uomo dell'89

Me l'ero persa, la notizia della morte di Alois Mock, comunicata il 6 giugno (New York Times). Mock, scomparso a 82 anni, fu il ministro degli esteri austriaco che nel giugno del 1989 tranciò con l'omologo ungherese Gyula Horn il filo spinato alla frontiera tra i due Paesi. Gesto simbolico, che confermò il processo di transizione a Budapest, il secondo Paese dell'Est, dopo la Polonia, a scegliere di patteggiare il passaggio dal comunismo alla democrazia.

Il taglio del filo spinato operato da Mock e Horn, per quanto simbolico, ebbe soltanto due mesi dopo conseguenze clamorose. In agosto, non lontano dal punto in cui i due ministri si incontrarono, si tenne il Picnic paneuropeo. Una merenda al confine tra austriaci e ungheresi, con apertura simbolica delle frontiere. Accorsero dei tedeschi dell'est, in vacanza in Ungheria. Passarono di là, in Austria. Nessuno li fermò.

Nei giorni seguenti la cosa si ripeté. Fu la dimostrazione che i tedeschi dell'est volevano andarsene dal loro Paese. Il regime di Erich Honecker sarebbe comunque caduto, ma quanto successo alla frontiera austro-ungherese ebbe un impatto su quella traiettoria. Su quegli eventi e sui posti in cui si consumarono scrissi un reportage per l'Huffington Post, poi confluito nel libro Verde cortina, per realizzare il quale viaggiai con Ignacio Maria Coccia dal Baltico all'Adriatico, lungo gli antichi confini della Guerra fredda.